Il tempo di Adorazione Eucaristica comunitaria si tiene tutti i mercoledì alle ore 20.00, guidata dal diacono e animata dal gruppo Figli di Medjugorje. Durate il tempo di Adorazione è possibile accostarsi al Sacramento della Riconciliazione.

Ogni 4° mercoledì del mese alle ore 20.00, tempo di Adorazione eucaristica per le vocazioni al presbiterato, guidata dall’associazione Opera Vocazioni Sacerdotali e animata dal gruppo Figli di Medjugorje.

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2628

L’adorazione è la disposizione fondamentale dell’uomo che si riconosce creatura davanti al suo Creatore. Essa esalta la grandezza del Signore che ci ha creati [Cf Sal 95,1-6 ] e l’onnipotenza del Salvatore che ci libera dal male. E’ la prosternazione dello spirito davanti al “Re della gloria” ( Sal 24,9; 2628 Sal 24,10 ) e il silenzio rispettoso al cospetto del Dio “sempre più grande di noi” [Cf Sant’Agostino, Enarratio in Psalmos, 62, 16]. L’adorazione del Dio tre volte santo e sommamente amabile ci colma di umiltà e dà sicurezza alle nostre suppliche.

Dalla Introduzione Generale al Rito della Comunione fuori dalla Messa e al Culto Eucaristico, nn. 1-4

1. La celebrazione dell’Eucaristia è il centro di tutta la vita cristiana, sia per la Chiesa universale che per le comunità locali della Chiesa stessa. Infatti «tutti gli altri sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato hanno uno stretto rapporto con l’Eucaristia e sono ad essa ordinati. Nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua e pane vivo, che, mediante la sua carne vivificata dallo Spirito Santo e vivificante, dà vita agli uomini: questi sono in tal modo invitati e indotti a coinvolgere con quella di Cristo l’offerta di se stessi, del loro lavoro e di tutte le cose create».

2. Inoltre «la celebrazione dell’Eucaristia nel sacrificio della Messa è veramente l’origine e il fine del culto che ad essa vien reso fuori della Messa». Infatti Cristo Signore, che «nel sacrificio della Messa è immolato quando comincia a essere sacramentalmente presente come cibo spirituale dei fedeli sotto le specie del pane e del vino», anche dopo l’offerta del sacrificio, allorché viene conservata la Eucaristia nelle chiese o negli oratori, è veramente l’Emmanuele, cioè «Dio con noi». Giorno e notte resta in mezzo a noi, e in noi abita, pieno di grazia e di verità».

3. Nessun dubbio quindi che «tutti i fedeli, in linea con la pratica tradizionale e costante della Chiesa cattolica, nella loro venerazione verso questo santissimo Sacramento, rendano ad esso quel culto di latrìa che è dovuto al vero Dio. E se Cristo Signore ha istituito questo sacramento come nostro cibo, non per questo ne è sminuito il dovere di adorarlo».

4. Per ben orientare la pietà verso il santissimo Sacramento dell’Eucaristia e per alimentarla a dovere, è necessario tener presente il mistero eucaristico in tutta la sua ampiezza, sia nella celebrazione della Messa che nel culto delle sacre specie, conservate dopo la Messa per estendere la grazia del sacrificio.